Sistema di conduzione del cuore

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Anatomia

Il sistema di conduzione del cuore risulta così organizzato: ci sono due raggruppamenti di queste cellule che formano il nodo senoatriale e il nodo atrioventricolare, dal quale origina il fascio atrioventricolare o fascio di His, che si suddivide nelle due branche di destra e di sinistra e termina con le fibre di Purkinje.

Il raggruppamento cellulare che costituisce il nodo senoatriale viene anche definito "pacemaker" del cuore, perché responsabile della generazione dell' impulso elettrico. Queste cellule sono infatti in grado di garantire un ritmo cardiaco sinusale di circa 70 battiti al minuto che rappresenta la frequenza a riposo. Le cellule del nodo senoatriale si trovano nello spessore del miocardio dell'atrio destro, vicino allo sbocco della vena cava superiore, precisamente tra lo sbocco della vena cava superiore e la cresta terminale.

Le cellule del nodo atrioventricolare si trovano invece tra atrio e ventricolo di destra, a livello del triangolo di Koch. Anche queste cellule hanno la capacità di autoeccitarsi, ma in condizioni fisiologiche ricevono l'impulso dal nodo senoatriale avendo la funzione di trasmissione dell'impulso elettrico. In caso di anomalie del nodo senoatriale però, le cellule del nodo atrioventricolare sono in grado autonomamente di dettare il ritmo cardiaco settandolo ad un numero di battiti di circa 50. 

Vengono descritti dei fasci cosiddetti internodali, cioè dei fasci di cellule miocardio specifiche che irradiandosi dal nodo senoatriale nella parete dell'atrio di destra e di sinistra raggiungono il nodo atrioventricolare. Non sono anatomicamente ben individuabili, per cui alcuni sostengono che portino l'eccitamento al nodo atrioventricolare, mentre altri affermano che dal nodo senoatriale l'impulso si irradî dall'atrio di destra alle cellule del miocardio di lavoro e poi al nodo atrioventricolare attraverso delle vie preferenziali non ben identificate.

Dal nodo atrioventricolare si diparte il fascio atrioventricolare o fascio di His, che si propoaga nel setto interventricolare per poi suddividersi nelle due branche di destra e di sinistra, ognuna delle quali si porta al rispettivo ventricolo sfioccandosi nelle fibre di Purkinje. Le due branche nei ventricoli decorrono in posizione subendocardica, tra l'endocardio, che è il rivestimento interno delle cavità e che è a contatto con il sangue, e il miocardio. Le due branche hanno dopo un comportamento un po' diverso:

  •  la branca destra, che decorre in posizione subendocardica lungo il setto interventricolare, si porta verso l'apice del ventricolo destro rimanendo un po' come un unico nastro di cellule, raggiunto più o meno l'apice passa attraverso la trabecola sottomarginale e qui si sfiocca nella rete di Purkinje, che si irradia a livello dei muscoli papillari e della restante parte del ventricolo destro.

  • la branca sinistra del fascio di His si sfiocca a formare la rete di Purkinje, già durante il decorso lungo il setto interventricolare.

L'impulso nei due ventricoli viene quindi propagato dall'alto verso il basso, e poi dall'apice si irradia verso l'alto della parete dei ventricoli. La presenza dei due nodi fa dunque in modo che l'impulso, generato a livello del nodo senoatriale, raggiunga poi il nodo atrioventricolare e da lì si porti nei ventricoli. Così l'impulso non raggiunge le quattro cavità contemporaneamente, ma prima gli atri e poi i ventricoli in modo alternato permettendo una meccanica cardiaca armonica.