Febbre

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Definizione

La febbre o iperpiressia è un segno clinico caratterizato dall'incremento della temperatura corporea oltre il limite fisiologico di 36.8°C. E' dovuta ad un'alterazione del centro di controllo della temperatura corporea situato a livello ipotalamico. La febbre è molto frequente, specie nei primi anni di vita, perchè il bambino non possedendo un sistema immunitario altamente competente tende a rispondere a qualsiasi insulto esterno con cui viene a contatto con un innalzamento della temperatura corporea. 

 

Fisiopatogenesi

La febbre è un aumento della temperatura corporea dovuta al rialzo del punto di equilibrio del "termostato" ipotalamico. La temperatura corporea subisce variazioni fisiologiche durante la giornata: al mattino è più bassa mentre il valore più alto si raggiunge nel pomeriggio tra le 16.00 e le 18.00. Il normale controllo della temperatura corporea può essere alterato da vari fattori: infezioni batteriche o virali, malattie infiammatorie croniche, disordini metabolici. Qualunque sia la causa, la tappa finale è la produzione di "pirogeni endogeni" sostanze prodotte dal nostro organismo che alterano (innalzando) il "termostato" ipotalamico causando quindi l'aumento della temperatura corporea.

La febbre determina una serie di variazioni fisiologiche atte a favorire l’eliminazione del processo patologico:

  • aumento della mobilità dei leucociti neutrofili;
  • attivazione dei linfociti B e produzione di anticorpi;
  • incremento dell'attività battericida;
  • riduzione della stabilità dei lisosomi;
  • aumento della produzione di linfochine e di interferon.

Dall'analisi degli effetti della temperatura corporea sul sistema immunitario si può comprendere coma la febbre sia un valido sistema per debellare un'infezione.

 

Misurazione

Affinchè la misurazione della temperatura corporea possa ritenersi adeguata è necessario rispettare alcune regole elementari:

  • la cute deve ben asciutta senza sudore;
  • non applicare borse calde o fredde
  • evitare la misurazione dopo esercizio fisico o pasti;
  • tenere il termometro per un tempo adeguato: 3-5 minuti in sede ascellare-inguinale  o 1 minuto per quella rettale;
  • considerare che la T ascellare (0.4-0.5°C) < T orale (0,2-0,5°C) < T rettale.

 

Tipi di febbre

Il rialzo termico febbrile assume andamenti caratteristici a seconda delle cause.

  1. febbre Continua→ sempre al di sopra dei 37°C nonostante le oscillazioni giornaliere (Tifo: S. Typhi);

  2. febbre Remittente→ sempre al di sopra di 37°C anche se nel corso della giornata si hanno variazioni molto alte, anche di un grado (f. settica-setticemica);

  3. febbre Intermittente→ picchi ipertermici alternati a fasi (ore o giorni) di apiressia: nella malaria a seconda dell’agente eziologico (plasmodium) si ha una febbre quotidiana, terzana (febbre il primo giorno, apiressia il secondo e febbre il terzo) o quartana (febbre il primo giorno, apiressia per due giorni e febbre il quarto);

  4. febbre Ondulante→ cicli febbrili e afebbrili che durano vari giorni con passaggio graduale (per crisi) dagli uni agli altri (brucellosi);

  5. febbre Ricorrente→ come sopra ma il passaggio fra una fase è l’altra è per lisi (linfoma di Hodgkin).  

 

Cause della febbre

Le condizioni che possono essere causa di febbre nel bambino sono tantissime. Nella maggioranza dei casi si tratta di infezioni virali, specialmente le infezioni delle vie aeree superiori e inferiori (bronchiti e polmoniti). Oltre a queste abbiamo le otiti medie acute e le forme di gastroenteriti virali fino alle classiche malattie esantematiche (morbillo, rosolia, sesta malattia). 

Le infezioni batteriche gravi che vanno sempre sospettate ed escluse sono:

  • meningiti;
  • polmoniti;
  • pielonefriti;
  • osteomielite; 
  • sepsi;
  • artrite settica.

Valutazione del bambino con febbre

Porre attenzione non solo al valore della temperatura ma anche alle condizioni del bambino:

  • aspetto: sta bene, è “mogio”, è sofferente, abbattuto;
  • atteggiamento spontaneo: gioca, è tranquillo e risponde agli stimoli ambientali, si muove poco o sta fermo, non risponde agli stimoli, assume posizioni obbligate( "cane di fucile");
  • pianto: urla, piange alternando periodi di benessere, non riesce a piangere;
  • reazione alla visita medica: si comporta come al solito (se conosciamo il bambino) piange o partecipa, accetta le caramelle o il giochino, si comporta in modo anomalo.

 

Terapia della febbre

Consigli Pratici

Un bambino con la febbre può mangiare quello che preferisce. La cosa importante è fare attenzione alla perdita di liquidi. 

Non "tormentare" continuamente il bambino con il termometro. La temperatura non va “provata” appena svegli, o dopo una crisi di pianto prolungata o dopo i pasti. 

Le spugnature sono una leggenda metropolitana, che consiste nel bagnare il bambino con una soluzione che può essere acqua e aceto nel migliore dei casi e nel peggiore dei casi acqua con alcol etilico (vasodilatatore). In quest’ultimo caso abbiamo il bambino che già è vasodilatato per un eccesso di temperatura e in più l’alcol può diventare tossico per il bambino. Abbassano di poco la temperatura (mezzo grado, un grado) e dopo 30-60 minuti c’è un effetto rebound,per cui la temperatura torna come prima o più alta. 

Mantenere la stanza dove soggiorna il bambino ben arieggiata e con una temperatura non superiore ai 20-22°C. Il lettino non deve essere posizionato troppo vicino a fonti di calore ( stufe o termosifone) e se l'aria fosse particolarmente secca, stendere un asciugamano bagnato.

E' bene che il bambino non sia troppo coperto, perché la dispersione del calore e la traspirazione della pelle avvengono solo se si riduce il numero di coperte e di indumenti

Il bambino con la febbre suda più del solito non bisogna rinunciare al bagnetto, avendo cura però di evitare brusche variazioni di temperatura: se il piccolo ha 39°C di febbre l'acqua deve essere intorno ai 38°C.

Farmaci

PARACETAMOLO (TACHIPIRINA®) alla dose di 10-15 mg/kg (via orale) e 15-20mg/Kg (per via rettale), risomministrabile dopo un intervallo di almeno 4 ore. Fare attenzione a non superare i 4 g nelle 24 h per via del rischio di intossicazione da paracetamolo (epatotossicità) Altri effetti collaterali: meta-emoglobinemia, anemia emolitica e piastrinopenia.  Una domanda che spesso viene posta al pediatra è quando fare ricorso all'antipiretico.Non esiste un valore standard. Bisogna valutare piuttosto come il bambino sopporta quello stato febbrile (e.g. bambino che ha 38,5 ma gioca e sta tranquillo non ha necessità di essere trattato subito con tachipirina, visto che la febbre può essere comunque utile a rimuovere l’infezione, entro certi limiti).   

Al posto della tachipirina, è possibile utilizzare l'ibuprofene alla dose di 7,5-10mg/Kg ogni 6-8 ore (unico altro farmaco approvato); esiste in sciroppo oltreché compresse. Tutti gli altri FANS hanno delle restrizioni:

  • diclofenac: da 1 a 12 anni affetti da artrite giovanile;
  • acido mefenamico: nei bambini di oltre 6 mesi di età;
  • piroxicam: sopra ai 6 anni nell’artrite giovanile.
  • aspirina: sotto i 12 anni, rischio di sindrome di Reye.

 

Il Cortisone non va mai utilizzato negli stati febbrili. Risolve la sintomatologia ma può mascherare delle condizioni ben più gravi.