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Nella storia dell’umanità ci sono state delle fasi che hanno ridotto drasticamente la mortalità, come la potabilizzazione delle acque, lo sviluppo dei sistemi sanitari e la scoperta degli antibiotici, ma il crollo della mortalità è ancora più netto dopo l’inserimento del programma di vaccinazioni, che è una della poche cose che ha fondamentalmente cambiato la storia dell’umanità ed ha inciso fortemente sulla mortalità infantile.

Un vaccino è una sostanza antigenica in grado di indurre in un soggetto una risposta immune capace di:

1. renderlo non suscettibile alla infezione per cui è stato somministrato;

2. evitare i sintomi e le complicanze della malattia in questione;

3. eradicare malattia ed agente infettivo o quantomeno minimizzarne la circolazione.

La vaccinazione, in quanto immunizzazzione attiva, è una procedura di prevenzione primaria, che

rivolta al singolo, comporta la sua personale protezione

rivolta ad una comunità, comporta la protezione dei singoli componenti vaccinati e, indirettamente, attraverso una immunità di gruppo o “herd immunity” di quelli sfuggiti per vari motivi alla vaccinazione

Il concetto di “herd immunity”, che ha cominciato a circolare nella comunità scientifica negli anni ’80, chiarisce bene questo punto: se, in questa stanza, ad essere vaccinato sono solo io, io sono tranquillo perché sono protetto, però non ho risolto il problema comunitario, perché voi siete ancora suscettibili, e continuerà ad esserci circolazione dell’agente virale in questione. Se, invece, in questa stanza, solo uno non è vaccinato, quel singolo sarà comunque protetto dal fatto stesso che gli altri sono vaccinati ed impediscono che l’agente infettivo circoli nella comunità. È molto facile non far vaccinare un bambino in una società in cui tutti sono vaccinati: fa il parassita, sopravvivendo grazie alla vaccinazione degli altri.

Tipologia dei vaccini

1. Vaccini a base di virus vivi attenuati (morbillo, rosolia, parotite, varicella)-> agenti infettivi che hanno perso la loro virulenza, per cui causano una sorta di infezione subclinica, sviluppano l’immunità ma non causano la malattia.

2. Vaccini a base di virus inattivati (vecchio vaccino per la pertosse ed il vaccino antipolio di Salk).

3. Vaccini subcellulari-> quando utilizziamo dei frammenti di polisaccaridi capsulari con valenza immunogena, come avviene per gli ultimi vaccini antipneumococcico ed antimeningococcico, o da fimbrie ( B. pertussis ) o di capside virale ( v. influenza ). Non c’è materiale genomico e non c’è rischio di malattia, c’è solamente la parte che ci interessa per suscitare l’immunità.

4. Vaccini anatossinici (difterite e tetano)-> tossine che sono state detossificate con la formaldeide.

5. Vaccini ricombinati-> tecnica geniale che è stata utilizzata per creare il vaccino anti-HBV. In questo caso HBV viene fatto crescere in coltura con dei banalissimi saccaromiceti ed in questo modo avviene l’integrazione del genoma di HBV con quello dei lieviti, dopodiché si può estrarre l’antigene di superficie, che è la parte immunogena del virus. Abbiamo dei vaccini che contengono semplicemente la parte immunogena di superficie, ottenuti con questa tecnica molto interessante che si fonda proprio su una delle caratteristiche di questo virus, che è quella di integrare il suo genoma con quello della cellula ospite.

Per quanto riguarda la somministrazione dei vaccini

  • Vaccini associati-> somministrati contemporaneamente, nella stessa seduta vaccinale, però per vie diverse e/o in sedi diverse. Una volta, fino a poco tempo fa, si faceva la trivalente tetano-difterite-pertosse, somministrata per via intramuscolare, e si dava il famoso zuccherino, cioè le gocce di vaccino antipolio, per via orale. Es.: 1° accesso vaccinale del 3° mese (DTPa + polio)

  • Vaccini combinatià contengono antigeni differenti miscelati insieme, come per esempio il vaccino antipolio, che è una miscela di tre ceppi virali; morbillo-parotite-rosolia sono tre ceppi di tre virus differenti che vengono somministrati contemporaneamente. Es.: Polio 1,2,3 – DTPa – MPR – Pneumo 23 – Meningo A, C, W, Y

  • Vaccini coniugati-> sono una delle ultime frontiere Nella procedura il frammento antigenico della capsula di un batterio viene coniugato con una proteina. Questa coniugazione ha permesso di creare dei vaccini che possono essere utilizzati, in quanto efficaci, anche nelle primissime età della vita, quando il sistema immunitario ha bisogno di venire a contatto con degli antigeni con delle strutture tali da poter stimolare l’immunità, che è un’immunità ancora timo-dipendente, che tende, se non correttamente stimolata, a produrre semplicemente anticorpi ma non una memoria immunologica che ci protegga a lungo termine. [Ag polisaccaridici derivati, coniugati (legame covalente) a proteine di trasporto (carrier) come un mutante del tossoide difterico, tossoide tetanico o proteina meningococcica, che ne consentono la trasformazione in Ag T-dipendenti con risposta IgG significativa e memoria immunologica] Es.: anti-Hib – antiPneumococco Eptavalente – antiMeningococco C

NB: I vaccini polisaccaridici inducono una risposta anticorpale T indipendente, non inducono memoria immunologica, non sono efficaci in bambini con meno di due anni.

I vaccini coniugati Induce anticorpi battericidi T-dipendenti protettivi, Induce memoria immunologica. Efficace anche nel lattante 2o – 24o mese

Reazioni avverse

Le reazioni avverse possono essere:

1. Locali

  • Minori: frequenti, dopo 12-24 h, prevedibili o meno, a rapida risoluzione-> dolore, rossore, edema, indurimento, impotenza funzionale (segni di flogosi nella sede di inoculo)

  • Maggiori: rare, dopo tempo variabile, lenta risoluzioneàper lo più legate all’imperizia del somministratore. Rossore, edema estesi. Indurimento esteso Contrattura muscolare, emorragia intramuscolare, ascessi sterili o batterici,lesioni tronco nervoso (se fate una IM invece che nel quadrante supero-esterno del gluteo in basso potete ledere il nervo sciatico). Necrosi e ulcerazioni.

2. Generali

  • Minori: 5-20%, precoci o tardive-> febbre (38°-39°)o irritabilità sono frequenti, quest’ultima è legata al dolore che il bambino ha e che non può manifestare in altro modo, esantemi (perché a volte la vaccinazione con virus vivi attenuati può provocare anche una lieve manifestazione correlabile alla presenza del virus ,dopo la vaccinazione contro il morbillo si può avere un fugacissimo rash, senza le altre manifestazioni della malattia). Linfoadenomegalia, diarrea, stipsi, anoressia, vomito.

  • Intermedie: rare->Febbre >39°, pianto persistente>3h, convulsioni

  • Gravi: molto rare, possono portare anche all’exitus o dare delle sequele permanenti->la reazione a carattere anafilattoide oppure la paralisi flaccida, che si poteva vedere una volta con frequenze comunque molto basse quando si usava ancora il vaccino antipolio con il virus vivo attenuato. Oggi si è ritornati al primo vaccino, il Salk, con virus ucciso, perché in un paese come l’Italia, considerato polio-free, il rischio di una reazione vaccinale è diventato più alto del rischio di contrarre la malattia.

Controindicazioni

Ci sono un sacco di motivi per cui i bambini, anche nei centri vaccinali, in cui ci dovrebbe essere il massimo della competenza sull’argomento, non vengono vaccinati o ritardano la vaccinazione a causa di supposte controindicazioni. Quelle che spesso vengono portate come controindicazioni sono in realtà stupidaggini.

FALSE

Malattia acuta lieve con leggero rialzo termico o diarrea lieve con buone condizioni generali

Convalescenza da malattia Terapia antimicrobica in corso

Reazione minore a precedente dose di DTPa o di DTP o febbre <40,5°C Prematurità

Gravidanza della madre o di altri familiari Recente esposizione a malattia infettiva Allattamento al seno

Dermatosi, eczema, dermatiti localizzate

Corticoterapia a basso dosaggio o locale (non provoca immunocompromissione tale da ritenere la vaccinazione non efficace o addirittura pericolosa)

Malattie neurologiche non evolutive (le convulsioni febbrili o una meningite pregressa, ad esempio)

Sindrome di Down

Precedente ittero neonatale

Esecuzione della Mantoux (eccetto anti-morbillosa) Anamnesi familiare positiva per SIDS (per DTPa)

Malnutrizione

Storia di allergie non specifiche o parenti con allergie

VERE

Reazione anafilattica ad una precedente somministrazione di quel vaccino controindica altre dosi di quel vaccino

Reazione anafilattica ad un costituente del vaccino controindica la vaccinazione con tutti i vaccini che lo contengono (neomicina)

Encefalopatia entro 7gg da dose precedente di DTP/DTPa

Per vaccini a virus vivi attenuati ( MPR, Varicella ):

Infezione da HIV sintomatica

Immunodepressione nota per esempio agammaglobulinemia (in generale tutte le malattie immunitarie proprie) è possibile somministrare i vaccini inattivati anche se la risposta immune potrebbe non essere ottimale;

Contatto familiare con persona HIV positiva o immunodepressa (potrebbe fare da portatore)

Gravidanza (possono invece essere somministrati quelli a virus ucciso meglio se nel II o III trimestre)

Terapia corticosteroidea prolungata ed ad alti dosi (meglio aspettare un mese dalla fine della terapia prima di somministrare il vaccino)

Calendario vaccinale

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Calendario delle vaccinazioni dell’infanzia comprese nel programma di immunizzazione Nazionale (2012-2014)

Vi presento due calendari che sono in realtà la stessa cosa.

Uno è quello ufficiale del Ministero, che è pubblicato sulla gazzetta ufficiale, l’altro è stato proposto da una serie di associazioni scientifiche, dove vengono prese in considerazione quelle che sono le ultime novità anche in termini di formulazioni vaccinali sul mercato.

DTP: Vaccinazione antidifterite-tetano-pertosse

IPV: Vaccinazione antipoliomielite inattivata

MPR: Vaccinazione antimorbillo-parotite-rosolia

Hib: Vaccinazione antihemophilus influenzae b

Td: Vaccinazione antidifterite-tetano per adulti

HB nascita: Dose 0 per nati da madre positiva per HBsAg, entro 12-24h

La vaccinazione inizia al terzo mese, dopo il 60° giorno di vita compiuto, dopo 8 settimane di vita. Da due mesi ed 1 giorno può essere vaccinato.

Nella prima dose abbiamo:

DTPa (la a sta per acellulare), che si utilizza ormai da diversi anni, a confronto con il vecchio vaccino antipertussico, che era fatto con l’intero cocco della Bordetella uccisa, che faceva sì che il bambino venisse immunizzato ma venisse a contatto con una serie di antigeni reattogeni. Il bambino spesso aveva febbre alta e quelli che erano predisposti alle convulsioni le sviluppavano e così molta gente non veniva vaccinata contro la pertosse, che, invece, è una malattia molto pericolosa soprattutto per i bambini molto piccoli, nel primo anno di vita.

IPV (vaccino anti-polio iniettivo), il vaccino di Salk, basato sull’utilizzo di virus inattivato ucciso.

anti-HBV

Hib (haemophilus influenzae tipo B)

Questi 6 vaccini vengono somministrati tutti quanti insieme con un’unica iniezione.

Sono obbligatori per legge: Difterite, tetano, HBV, polio.

Pertosse ed Haemofilus non sono obbligatori, ma sono altrettanto importanti, perché non vi auguro mai di vedere un bambino di 3-4 mesi con la pertosse, è una cosa penosissima.

Così come l’Haemofilus influenzae è il principale agente eziologico di meningite nei primi due anni di vita. Dal momento in cui la vaccinazione ha iniziato a circolare negli USA, Canada, paesi scandinavi e Francia la meningite da Haemofilus praticamente non la vediamo più.

La seconda vaccinazione è intorno al 5°-6° mese, dopo almeno 45 gg dalla prima. Sempre il vaccino esavalente

La terza dose si somministra tra 11° e 12° mese dopo 5-6 mesi dalla seconda. Sempre il vaccino esavalente

Quindi il vaccino esavalente si somministra al 3°mese, poi 5-6° mese e di nuovo 11-12°. Successivamente si fa un richiamo a 5°, 6° anche 7° anno di vita

A queste vaccinazioni si associa la triplice MPR, dal 1° anno di vita in poi (13-15 mesi) in monodose, che viene richiamata a 5-6 anni di vita.

Una nota per quanto riguarda anti-HBV-> Quella che vedete alla nascita è la dose supplementare che fanno i figli di madri HBsAg positive, bambini esposti ad un rischio reale di contrarre l’infezione al momento del parto perché la madre ha un’epatite B cronica ma anche se , semplicemente, è una cosiddetta portatrice sana. In questo caso c’è un protocollo di immunizzazione attivo-passiva. Quando il bambino nasce gli vengono somministrate delle immunoglobuline specifiche anti-HBV + la dose di vaccino. Si protegge passivamente il bambino con le Ig contro l’eventuale passaggio di virus al momento del parto e nello stesso tempo si innesca il meccanismo di produzione autoctona degli Ab, che verrà richiamata un mese dopo, poiché dopo 4 settimane si fa la seconda dose di vaccino da solo e poi al 3° mese cominciano tutte le altre vaccinazioni e quindi viene inserita anche l’anti-HBV.

Gli americani hanno deciso di anticipare semplicemente le vaccinazioni, quindi nei figli di HBsAg positive si comincia dal 2° mese con tutte le vaccinazioni. Questo è importante perché più complicazioni crei in uno schema vaccinale meno le persone sono complianti.

Gli ultimi vaccini entrati in commercio sono

PCV 13: lo pneumococco è causa di polmonite, otite, flogosi delle prime vie aeree ma è anche agente di meningite, la più destruente che c’è. PCV si somministra come l’esavalente (3 dosi)

Men C: anti-meningococco ceppo C è stato creato nel ’94 quando ci fu una grossa epidemia di meningite nel Regno Unito ed in Canada. Fu isolato in quell’occasione il ceppo C, che è più frequente negli adolescenti più grandi ma è estremamente aggressivo, e in quell’occasione venne realizzato questo vaccino coniugato, che dava la possibilità di stimolare immunitariamente anche i bambini più piccoli. Da quel momento entrò in uso. Per quanto riguarda gli altri ceppi, la speranza è di sviluppare quanto prima in commercio un vaccino che contenga tutti i ceppi principali del meningococco. Ancora, purtroppo, non c’è in commercio un vaccino contro il ceppo B, che è quello più diffuso, soprattutto nell’età pediatrica.

Si somministra in dose unica a 13-15 mesi.

Questa colonnina dove c’è scritto 11-18 anni è la colonnina del catch-up o mop-up->

Catch-up significa riacchiappare gli adolescenti che non sono stati adeguatamente e correttamente vaccinati in precedenza.

Mop-up vuol dire andare a fare delle vaccinazioni in soggetti in cui l’anamnesi è negativa per quanto riguarda la vaccinazione e quando ci sono dei focolai epidemici oppure c’è l’opzione di un contatto con un soggetto che ha avuto la patologia.

Prima di far uscire il bambino dall’età adolescenziale (in Italia si va dal pediatra fino ai 14 anni, anche se molti continuano fino ai 18) si cerca di recuperare coloro i quali non hanno fatto le vaccinazioni quando era il momento o che hanno saltato il richiamo ai 5-6 anni.

Per quanto riguarda MPR, e MenC si utilizzano le stesse formulazioni.

Per quanto riguarda l’anti-difterica e l’anti-pertussica acellulare, si utilizzano delle preparazioni con una minore quantità di antigene, perché nel soggetto più adulto c’è una maggior reattività, quindi l’utilizzo di vaccini tipici dell’età infantile in soggetti adolescenziali può provocare con maggior frequenza effetti collaterali.

L’anti-HPV è uno degli ultimi vaccini creati. È indirizzato alle ragazzine in età adolescenziale e preadolescenziale, entro i 15 anni di vita, prima che possano iniziare un’attività sessuale, ed è il primo vaccino considerato anticancerogeno. È un vaccino indirizzato a prevenire le infezioni da HPV, che è uno dei virus più oncogeni che c’è e che predispone soprattutto al cancro della cervice. Ci sono due formulazioni, una con 2 l’altra con 4 dei principali ceppi virali ed hanno alcune caratteristiche differenti in termini di risposta immunitaria e di persistenza della risposta. Si somministra in 3 dosi. La scelta di uno o l’altro è una scelta di tipo farmaco-sanitario. La cosa importante è di cercare di sfruttare questa possibilità.

Su questo schema promulgato dal Ministero della Salute ogni regione può fare delle variazioni.

Per esempio, in Sicilia, viene offerta gratuitamente l’anti-varicella, la regione Lazio offre gratuitamente l’anti-pneumoccica e l’anti-HPV, purché la bambina venga vaccinata entro i 12 anni.

Vedete poi:

  • è consigliato un richiamo di anti-tetanica ogni 10 anni;

  • vengono proposti die richiami ogni 10 anni anche per la pertosse, Si è visto che la pertosse dà un’immunità anche di lunga durata, ma non sicuramente permanente, per cui proprio i soggetti adulti o adolescenti possono fare da serbatoio continuo per bambini molto piccoli che ancora non sono in età da vaccinazione, in particolare i bambini nei primi due mesi di vita sono ad altissimo rischio.

  • si parla di ultra 65enni come categoria a rischio, perché si prende in considerazione l’importanza di mantenere un’immunità anche in quelle categorie che più facilmente possono fare da portatori di agenti infettivi. Dopo i 65 anni l’immunità cellulo-mediata cala e dunque questa può essere la categoria di soggetti che più facilmente potrebbe contrarre determinate infezioni e fungere da serbatoio per i germi;

  • l’anti-influenzale è una vaccinazione che viene proposta a soggetti a rischio ed è a somministrazione annuale in relazione ai ceppi che, in base a modelli matematici, viene previsto che saranno prevalenti di anno in anno;

  • l’anti-varicella è un altro vaccino a virus vivo attenuato che è stato usato per molti anni, soprattutto in categorie a rischio.

La tabella successiva sembra più complessa.

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  • Qui viene preso in considerazione uno degli ultimi prodotti in commercio, il vaccino tetravalente MPRV. Attualmente in Italia è consigliato inizialmente l’uso dei due vaccini separati e del tetravalente solo come richiamo, anche se ci sono ancora studi in atto al riguardo.

  • Per quanto riguarda l’anti-pneumococcica ci sono dei prodotti sempre nuovi. Il primo uscito è un eptavalente e quello che attualmente si usa è un tredici valente, quindi sono aumentati i ceppi presi in considerazione.

  • Per quanto riguarda l’anti-meningococco è da pochissimo uscito in commercio un coniugato, che si può usare anche in bambini piccoli, che raccoglie 4 ceppi A-C-W-Y. Di questi sicuramente A e C sono i più frequenti in Italia, W e Y di meno. Dovete considerare che il nostro paese sta cambiando, la popolazione è più eterogenea ma anche noi come autoctoni ci muoviamo di più, per cui il rischio di esposizione ad agenti che non sono endemici da noi ma lo sono in altri paesi va considerato. È un vaccino indicato per il richiamo in età adolescenziale o per fare la vaccinazione di base negli adolescenti che non siano mai stati precedentemente vaccinati.

  • Ci sono ancora discussioni riguardo l’efficacia dell’anti-Rotavirus, perché della diarrea non ha paura nessuno, mentre dei vaccini molti ancora hanno paura. Questo vaccino viene ampiamente utilizzato in alcuni paesi del terzo mondo. Noi vediamo molti bambini adottati per esempio dalla Colombia, dove il calendario vaccinale è molto più ampio del nostro ed è incluso anche l’anti-Rotavirus.

NB: Questo è l’andamento della pertosse nel corso degli anni. C’è questa waning immunity: un gruppo di soggetti che perde la propria immunità e funge da serbatoio per i soggetti rischio.

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Obbligo vaccinale

Obiettivo: assicurare, con apposita legge, un diritto alla salute a tutti i bambini sul territorio nazionale, con un’offerta gratuita, capillare ed aperta a tutti gli strati sociali

Conseguenza: sensazione che le vaccinazioni non obbligatorie siano meno importanti di quelle obbligatorie

Stato attuale: tutte le vaccinazioni incluse nel calendario vaccinale nazionale hanno pari dignità e debbono essere raccomandate e praticate con pari impegno

Come sapete in Italia ci sono dei vaccini obbligatori per legge ed altri cosiddetti facoltativi.

Il motivo per cui il legislatore ha deciso, ad un certo punto, di varare l’obbligatorietà di alcuni vaccini era quello di difendere la comunità da alcune malattie considerate particolarmente pesanti dal punto di vista umano e sociale.

Si sono create allora due classi: i vaccini importanti ed i vaccini non importanti, perché facoltativi. Ogni paese si regola come vuole ed i legislatori fanno come vogliono, ma da un punto di vista scientifico tutti i vaccini servono e tutti hanno pari dignità. È chiaro che in termini di morbilità e mortalità non si possono mettere sullo stesso piano tetano e difterite con la parotite, ma il concetto alla base della funzione dei vaccini è sempre quello di prevenire delle patologie che, sebbene nella maggioranza dei casi abbiano un decorso benigno, non è detto che siano sempre benigne per tutti. Gli americani sono molto pragmatici e fanno sempre un discorso di costo-beneficio. Costa di più la malattia o il vaccino? Gli studi economici sono sempre a favore del vaccino, perché considerano anche i giorni di lavoro persi dai genitori, ecc.

Vaccinazioni obbligatorie

  • difterite, tetano, pertosse (tossoidi)

3 mesi 5 mesi 11 mesi 5-6 anni 11-18 anni

Gli adulti con anamnesi incerta per il ciclo primario di vaccinazione con dT devono iniziare o completare la vaccinazione primaria.

Un ciclo primario per adulti è composto da 2 dosi di vaccino contenente tetano e difterite (dT) e una terza dose con vaccino dTpa. La seconda dose si somministra dopo 4 settimane dalla prima, poi la terza a 6-12 mesi di distanza. Un richiamo ogni 10 aa

  • poliomielite (virus inattivato)

Prima del 1999 vaccinazione con Sabin (vivo attenuato per via orale)

Dal 1999 al 2002 2 dosi di Salk (virus inattivato) e 2 dosi di Sabin, legata alla poliomielite da vaccino verificatasi nel 1998

Dal 2002 solo vaccino di Salk 3 mesi 5 mesi 11 mesi 5-6 anni

  • epatite virale B (ricombinante)

3 mesi 5 mesi 11 mesi

Per i bambini nati da madri positive per HBsAg: somministrare entro le prime 12-24 ore di vita immunoglobuline specifiche antiepatite B + prima dose di vaccino anti-HBV

Il vaccino è offerto ai nuovi nati dal 1991

Per i bambini nati prima è stata messa obbligatorietà alle scuole medie dal 2003

Vaccinazioni raccomandate

non imposte per legge, in quanto introdotte in un’epoca in cui parlare di obbligatorietà era anacronistico, considerato il nuovo e più realistico approccio alle vaccinazioni, come necessità e diritto di ciascun bambino di essere protetto dalle malattie prevenibili mediante vaccino

  • morbillo, rosolia, parotite (virus vivi attenuati)

13 mesi 5-6 anni 11-18 anni

Tutte le ragazze devono essere vaccinate, recuperando eventualmente in età prepubere Questo è importante per la rosolia in gravidanza

Il morbillo in età adulta può essere pericoloso

Attualmente esiste anche il tetravalente a cui si aggiunge il vaccino contro la varicella, ma una recente nota dell’ AIFA ha consigliato alla prima dose, attorno quindi al primo anno di vita, di fare due vaccini separatamente, in quanto il tetravalente, usato per la prima volta, sarebbe gravato da una maggiore percentuale di effetti collaterali con febbre, quindi una maggior percentuale di ipofunzione febbrile non dovuta al virus ma al fatto che se molti bambini hanno la febbre tra questi ci saranno alcuni predisposti ad avere crisi convulsive con febbre alta, per cui hanno consigliato di farli separatamente,

  • pertosse, è in formulazione DTP

L’antipertussico acellulare contiene le 3 principali proteine immunogeniche della Bordetella pertussis (la tossina pertussica, la proteina filamentosa, la pertactina, ecc…), da una buona immunogenicità e non da gli effetti collaterali che davano i vecchi vaccini, i quali erano semplicemente un centrifugato di lisato di cellule batteriche uccise, per cui la risposta era buona, ma troppo iperreattiva, per via di tutto il materiale che veniva dato e che accompagnava l’immunogenicità, per cui davano spesso febbre alta, frequentemente associata a convulsioni, si vedevano pertossi in bambini molto piccoli ed erano veramente destruenti: bambini piccoli con pertosse andavano facilmente in apnea, per cui vanno a finire in terapia intensiva con grande facilità.

  • Hemophilus influenzae tipo B

Esiste un vaccino coniugato, fa parte del vaccino esavalente. 3 mesi 5 mesi 11 mesi

Vaccinazioni facoltative

di cui viene indicata solo la fascia massima di età di somministrazione, lasciando alle singole regioni la possibilità di legiferare

  • Pneumococco(vaccino coniugato)

Il vaccino che si è utilizzato fino ad contiene 7 ceppi

E’ stato messo in commercio un altro nuovo vaccino che contiene 23 ceppi 3 mesi 5 mesi 11 mesi

  • Varicella (virus vivo)

Nei soggetti anamnesticamente negativi e non precedentemente vaccinati è prevista la somministrazione di due dosi a distanza di un mese l’una dall’altra.

Gratuita per tutti i nuovi nati, a partire dal 2015

  • meningococco

ne esistono due tipi

vaccino coniugato: composto da un polisaccaride legato ad una proteina carrier che protegge dal sierotipo C. 13 mesi una sola dose, eventualmente prima dei 18 anni

vaccino polisaccaridico: con i sierotipi A C W135 e Y, questi sono poco frequenti in Italia Viene consigliato a chi si reca in paesi endemici. Non è però molto efficace nei bambini con meno di 2 anni.

  • HPV

Il 55% dei soggetti sessualmente attivi viene contagiato e fino al 50% si infetta con un tipo oncogeno.

Ceppi a basso rischio di cancro HPV-6, HPV-11 (Cervarix bivalente)

Ceppi ad alto rischio HPV-16, HPV-18, HPV-45, HPV-31 (Gardasil tetravalente) Nel corso del 12° anno di vita, seguendo una scheda a 3 dosi. 0, +2, +6

Se c’è già in virus in atto non si può vaccinare. Dopo i 12 anni viene richiesto un PAP-test L’utilizzo del vaccino comunque affianca ma non sostituisce lo screening periodico attraverso il PAP test, attualmente raccomandato per le donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni, che ha già portato negli anni a una drastica riduzione delle morti, attraverso la diagnosi precoce delle lesioni precancerose e del tumore.

Vaccinazioni consigliate ad alcune categorie (adulti)

  • antitubercolare per i soggetti cutinegativi che appartengono a categorie particolari come il personale sanitario, familiari, conviventi di pazienti tubercolotici

Il DPR 465/2001 ha drasticamente limitato le indicazioni di uso di questa vaccinazione ai soli operatori sanitari ad alto rischio di esposizione a ceppi di bacilli tubercolari multi-farmaco-resistenti, oppure che operino in ambienti ad alto rischio e non possano, in caso di cuticonversione, essere sottoposti a terapia preventiva, perché presentano controindicazioni cliniche all’uso di farmaci specifici.

  • vaccinazione antitifica per i lavoratori nelle lavanderie, operatori sanitari di reparti per infettivi, operatori ecologici, militari, addetti alla distribuzione di alimenti

  • antirabbica per i soggetti morsi da animali sospetti

  • antimeningococcica ai militari e alle comunità chiuse

  • antitetanica per chi lavora all’esterno

  • epatite A colera, febbre gialla nei viaggiatori in aree endemiche

  • epatite B per soggetti emodializzati, talassemici, personale che lavora a contato con il sangue o nel settore dei trapianti

Vaccinazioni consigliate

antinfluenzale è un vaccino consigliato in soggetti a rischio: soggetti > 65 con patologie croniche, soprattutto BPCO o encefalopatie croniche o miocardiopatie, soggetti che dall’influenza potrebbero avere gravi conseguenze. Poi ognuno si regola nelle proprie famiglie, conosce i propri ritmi, le proprie organizzazioni per cui avere un rischio in meno di un figlio ammalato può interessare a molti. Il consiglio, secondo dati epidemiologici, è soprattutto tra 6 mesi e 2 anni perché si è visto che in questa fascia d’età l’influenza dà una maggiore morbosità, per cui c’è una maggior percentuale di soggetti con complicanze che portano all’ospedalizzazione; per cui, dopo aver valutato il rapporto costo/beneficio, si dice: “non c’è una raccomandazione forte però vi consiglieremmo di farlo perché in questa fascia d’età c’è un maggior rischi di andare a finire in ospedale”.

DOMANDINE

Quale di queste vaccinazioni non è obbligatoria in Italia?

  • Polio

  • Difterite

  • Pertosse

  • Epatite B

  • Tetano

Quali di questi fattori non condiziona la collocazione temporale delle vaccinazioni nel bambino?

  • L’epidemiologia delle malattie infettive

  • Le caratteristiche del sistema immunitario del bambino

  • La capacità degli antigeni vaccinali di stimolare il sistema immunitario

  • La nascita prematura (Un bambino che nasce prematuramente viene vaccinato esattamente come gli altri.)

Quale di queste condizioni è una vera controindicazione alla somministrazione di vaccini a base di virus vivi?

  • Il deficit di IgA

  • Il deficit di sottoclassi IgG

  • Il deficit di PMN

  • Il deficit di complemento

  • Il deficit dell’immunità cellulo-mediata (È fondamentale che funzioni l’immunità cellulo-mediata perché si abbia una buona risposta anticorpale. L’immunità umorale è strettamente legata a quella cellulo-mediata, dalla quale dipende anche la memoria immunologica.)

Quale di queste condizioni può rappresentare un problema per la somministrazione di vaccini?

  • L’allergia

  • L’esistenza di storia di convulsioni febbrili

  • Una malattia con modesta reazione febbrile

  • La somministrazione di steroidi per via aerosolica

  • La somministrazione di steroidi a dosi molto elevate (In particolare dosi molto elevate somministrate per un periodo superiore alle due settimane)